[Video] Volvo V90 Test Drive #truetest

Volvo ha da sempre (dal 1053) una grande tradizioni di successi commerciali con le proprie vetture station wagon. Oggi siamo arrivati all’ultimo atto di una storia davvero di grandissimo prestigio grazie ad un’auto tutta nuova che punta tutto sul design e la tecnologia: si chiama Volvo V90 con  D4, trasmissione automatica Geartronic ed allestimento Inscription.

Lo scorso anno, dopo esattamente a 20 di distanza dalla prima, ha debuttato la nuova Volvo V90. Si tratta ovviamente della declinazione station wagon della S90, con cui condivide la piattaforma SPA ovvero la medesima del bellissimo XC90. La V90 è però una vettura che rompe nettamente gli schemi da molti punti di vista attraverso delle scelte ben precise che appaiono subito chiare già guardandone il design esterno: se infatti le dimensioni sono da classica Volvo SW, con una lunghezza di 494 centimetri, per 188 di larghezza ed un passo di 294, è altrettanto evidente che la coda è un po’ più “stylish”, la linea è più accattivante e il lunotto non più verticale o quasi come in passato, rinunciando così ad un po’ di capacità del bagagliaio, comunque molto generoso con i suoi 560 litri che possono però diventare 1.526 a sedili abbattuti. Lo spazio è molto ben sfruttabile e la forma del bagagliaio è regolare, non a caso, ma per la scelta di adottare l’Integral Axle, uno schema delle sospensioni posteriori che sostituisce la molle con balestre.

Una linea molto personale e moderna, con gruppi ottici anteriori sottili e larghi che sagomano internamente un disegno a forma di martello di Tohr. Spicca nel frontale poi la grossa bocca anteriore con in risalto la calandra concava con listelli cromati verticali, medesima finitura cromata anche per la cornice. Il cofano è molto lungo e la la fiancata lo è altrettanto malgrado il tetto spiovente la renda più dinamica e slanciata.

La V90 non delude assolutamente le attese nemmeno quando si sale a bordo, con una invidiabile abitabilità che garantisce 5 comodi posti ed una dotazione premium di bordo.

Il legno e finiture di gran livello regalano una qualità percepita che non teme nulla dalle migliori concorrenti tedesche. In ordine di marcia si gode poi di un ottimo livello di comfort (anche acustico) grazie soprattutto ai sedili molto comodi e dall’ergonomia ben studiata.

Non manca lo spazio nemmeno al passeggero posteriore centrale, mentre tutti dietro hanno a disposizione uno spazio quasi da record per le gambe. L’infotainment, denominato Sensus Connect, prevede come elemento centrale uno schermo verticale da 9”, scelta che lo rende simile nell’uso ad uno Smartphone e che abbiamo trovato davvero pratica ed intuitiva.

La strumentazione è di tipo virtuale, anche in questo caso sulla base di un display di generose dimensioni. L’interfaccia ed il sistema nel suo complesso sono molto buoni, veloci ed intuitivi nel loro funzionamento, anche se richiedono (come quasi sempre oggi giorno) un po’ di praticità e di abitudine per essere totalmente compresi.

La V90 vuole rappresentare un importante passo verso il futuro, con Il Pilot Assist in grado di guidare sostanzialmente da solo, seguendo le corsie e mantenendo velocità e distanza dall’auto che precede. L’IntelliSafe, oltre agli effetti della guida autonoma, è un complesso di dispositivi di sicurezza attiva e passiva in grado di proteggere chi guida dai pericoli che possono circondare la vettura. Frenata automatica, rilevazione degli animali lungo la strada e molto altro, come da tradizione Volvo per essere al top in quanto a sicurezza. L’Integral Axle, soluzione che al posteriore sostituisce le molle con una barra in materiale composito, è funzionale alla gestione degli spazi interni, ma è anche abbinata a sospensioni molto sofisticate, con un doppio braccio anteriore ed un multilink posteriore, decisamente sportivo per una vettura come questa. Nel complesso l’assetto si rivela morbido e confortevole, ma in curva il rollio resta contenuto e lo sterzo è abbastanza preciso e con feedback che consentono di alzare l’andatura godendosi la briosità del propulsore.

La Volvo V90 si può scegliere con 6 differenti motorizzazioni, dal 4 cilindri 2 litri, al 4 cilindri 2 litri. Si tratta di una scelta strategica della Casa svedese, convinta di poter differenziare il risultato in base ai vari step di potenza disponibili, oltre alla tipologia di alimentazione, che può essere a benzina, diesel o ibrida plug-in. In generale si chiama Drive-E, e riguarda unità tutte in alluminio e nel nostro caso siamo di fronte alla D4 con lo step intermedio da 190 cavali, erogati a 4.250 giri, mentre la generosa coppia di 400 Nm arriva ad appena 1.750 giri, restando costante fino a quota 2.500. Sotto troviamo la D3 da 150 cavalli, sopra la D5 da 235 cavalli, che introduce la tecnologia PowerPulse. Si tratta di una sorta di serbatoio di aria compressa, che sotto i 2.000 giri annulla il turbo lag e consente di avere la turbina subito in pressione.

Passando ai motori alimentati a benzina, sono tutti piuttosto sportivi, dato che l’entry level (si fa per dire) T5 ha già 254 cavalli, la T6 sale a quota 320 cavalli e l’ibrida T8 (sarà disponibile a breve), aggiunge alla “base” della T6 un motore elettrico da 87 cavalli, per complessivi 407, con ben 640 Nm di coppia. Volvo ha rilanciato recentemente verso la crescita ulteriore della potenza, anticipando che nel 2018 dovrebbe arrivare una versione Polestar, che partiranno proprio dalla T8, incrementandone le prestazioni. Tornando alla prova della D4, si può scegliere con la trasmissione manuale a 6 rapporti, oppure con un 8 marce automatico. Il Geartronic, da noi testato, si è rivelato molto fluido nel suo funzionamento, meno votato alla sportività di altri che sanno essere più rapidi, ma non se ne sente troppo la necessità, in tutta sincerità. Sono quattro le modalità di guida a disposizione, dalla Individual alla Dynamic, passando per Comfort ed Eco. Quest’ultima prevede il “veleggio” in rilascio, accorgimento che contribuisce all’ottenimento dei migliori dati sul fronte consumi. Nella nostra prova abbiamo rilevato un valore medio di circa 12 Km/l, molto buono per una vettura di queste dimensioni e di un peso vicino ai 18 quintali. Si possono arrivare a sfiorare i 15 con un litro, con una guida molto attenta, ma il dato dichiarato, di 4.5 l/100 Km resta piuttosto lontano nell’uso reale.

Mancano i paddle al volante infatti, ma ribadiamo il fatto che la V90 non nasce per questo, mentre è una gran macinatrice di chilometri, con cui accompagnarsi in lunghi e comodi viaggi. Le prestazioni sono brillanti, con 230 Km/h di velocità massima ed uno 0-100 coperto in 8,5 secondi.

La Volvo V90 è disponibile da poco meno di 45 mila euro, si parte infatti dalla D3 Kinetic da 150 cavalli, per salire di poco più di 2.000 euro per la D4 da 190 cavalli, che si può scegliere con trazione anteriore o AWD, con 2.500 euro di aggravio sul costo di acquisto. Al top delle tre le motorizzazioni a gasolio troviamo la D5 AWD, con 235 cavalli e prezzi compresi tra circa 61.500 euro e 67.100. L’esemplare in prova, in configurazione D4 Geartronic Inscription parte invece da un prezzo di listino di 61.330 euro, più optional. Passando ai benzina, la T5 da 254 cavalli è proposta a poco più di 55.000 euro, si sale alla T6, con listino compreso da circa 65 mila a 70 mila euro a seconda dell’allestimento, capace di 320 cavalli e disponibile con la sola trazione integrale.

Arriverà  a breve la ibrida T8, con prezzi tra circa 76 ed 81 mila euro, che al potente 2 litri della T6 abbinerà una unità elettrica. Oltre all’entry level Kinetic, troviamo altri 4 allestimenti disponibili: Momentum, Business Plus, R-Design ed Inscription.

PRO

Linee accattivanti, grande qualità ed abitabilità, tecnologia al top.

CONTRO

Bagagliaio , consumi buoni ma non eccelsi.

Paolo Necchi

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