Molto innovativa la nuova nata di casa Sauber.

Il marchio svizzero rivela la sua nuova creatura e si prepara a farla testare al neo pilota Ferrari Giovinazzi sul circuito di Barcellona.

Dopo la Williams, è ora il momento anche per la Sauber di togliere i veli alla nuova C36, che inaugura ufficialmente la venticinquesima stagione della squadra di Peter Sauber. il colore l’azzurro predominante come nelle scorse stagioni ma con l’assenza del brasiliano Nasr scompaiono le fiancate di color giallo sostituito dal bianco che oltre alle pance, è presente anche su tutta la zona del telaio fino alle sospensioni anteriori.

Molto elaborata appare particolarmente l’ala nella sua parte frontale, mentre risulta molto sinuosa la zona posteriore, non solo nell’aerodinamica, ma anche nel retrotreno, modificato appositamente per ospitare i nuovi e più larghi pneumatici Pirelli. Spicca, come per Williams, anche i questo caso la pinna posteriore, ora molto più simile ad prototipo LMP1 che agli standard precedenti impostati dalla Formula 1.
La monoposto è già in viaggio verso Barcellona, dove il 22 sul circuito del Montmelò si terrà un film shooting. E’ ipotizzabile che sarà Marcus Ericsson a guidarla, dato l’infortunio di Pascal Wehrlein, mentre Antonio Giovinazzi la guiderà nei test di Barcellona.

I tecnici svizzeri ci  tengono particolarmente a rimarcare quanto la monoposto sia effettivamente più larga nella carreggiata, come i nuovi pneumatici anteriori e posteriori della Pirelli, e come questo possa portare ad un rapido abbassamento dei tempi sul giro. Una monoposto alleggerita rispetto al passato fino agli attuali 728 chilogrammi, con un concetto aerodinamico completamente stravolto e massimizzato sotto la carrozzeria, dove anche i radiatori sono stati snelliti a discapito forse dello smaltimento del calore dalle masse radianti.
Da Maranello inoltre verrà dato in uso nella prima parte della stagione un motore 2016 aggiornato con le ultime specifiche montate ad Abu Dhabi. Jörg Zander, direttore tecnico Sauber spiega come “avere un sistema di propulsione affidabile e lungamente testato sia un ottimo punto di partenza. Sapere che propulsore avremmo avuto è stato un vantaggio per noi perché abbiamo potuto gestire gli ingombri in fase di progettazione. Allo stesso tempo mantenere la stessa trasmissione ed il sistema di raffreddamento ci permette di avere una solida base”.