L’ennesima tragedia in apertura del Rally di Montecarlo 2017 riapre una triste parentesi sulla sicurezza nelle gare su strada e sull’incoscienza degli spettatori.

 

Stamattina quando ho letto su FB che era deceduto lo spettatore coinvolto nell’incidente di ieri sera di Paddon nella prima PS del “Monte” 2017 non ho neanche voluto aprire giornali e i siti, non di settore, nella piena certezza di incappare in qualche titolo che sicuramente mi avrebbe indisposto la giornata. Questa ennesima tragedia “annunciata”, nella sua potenziale imprevedibilità, deve per forza muovere questa disciplina a prendere decisioni drastiche. I piloti in genere sono davvero dei “cavalieri del rischio” e considero i rallisti dei veri fenomeni per quello che riescono a fare lungo budelli di strade rese spesso impervie e insidiose da condizioni di fondo imprevedibili e sempre mutevoli. Il rally di Montecarlo è, a detta degli addetti ai lavori e dei piloti stessi, uno dei più complessi proprio per i grandi mutamenti di fondo che si incontrano tra una PS all’altra. Come è possibile dunque che in condizioni già di per sè altamente a rischio ci sia sempre qualche folle che mette a repentaglio la sua vita posizionandosi nei posti più sbagliati al mondo???

Non pretendo di sicuro, che non ho esperienza di rally, insegnare alla FIA o all’ACM (Automobil Club Monaco) come si organizza un rally o come si argina il pubblico, ma quello che è accaduto in passato e sicuramente accadrà presto ancora in futuro è inaccettabile. La questione da risolvere è quanto mai difficile e complessa in quanto le PS di un rally sono spesso lunghe (sopratutto nel WRC) e riuscire dunque a garantire il rispetto delle zone off limits non è praticamente possibile al 100%, ma è palese che urgono interventi in tal senso. Personalmente si dovrebbe investire ancora di più in personale di servizio lungo le speciali e sopratutto punire molto severamente  i trasgressori. Spesso ho letto di commissari di percorso che dopo aver provato a far allontanare il pubblico dalle zone interdette si sono sentiti rispondere dagli stessi in modo strafottente. Questo è INACCETTABILE e a fronte di questo comportamento il Direttore di Gara (informato via radio dai commissari di percorso) DEVE TASSATIVAMENTE avere “le palle” di interrompere la competizione, con il pieno e solidale appoggio dell’organizzatore della manifestazione.

I rally devono trasferire solo batticuore da emozioni forti e non ansia da tragedia.

La vita umana va tutelata sempre e comunque e se qualcuno se ne infischia delle regole deve essere cacciato a pedate e segnalato alle autorità. Azz…con quest’ultima affermazione sarò passato anche stavolta da populista. Beh, chi se ne frega. Quello che ho scritto è esattamente quello che penso e se sbaglio che almeno me lo dica qualcuno che di rally ne capisce e non qualche stupido ennesimo moralista.

firma-paolo-necchi-motormedia-prs-media Rally: Ora basta!!! Chi ha più testa la usi. Editoriale di Paolo Necchi News