Il diluvio di Interlagos durante il GP del Brasile ha confermato che sul bagnato i “piedi pesanti” fanno la differenza mentre i mediocri galleggiano. Hamilton si è confermato Re della pioggia e Verstappen il suo degno erede.

Anche questa volta il Circus della F1 si è reso ridicolo al cospetto di milioni di tifosi collegati da tutto i mondo. Sicuramente quello del Brasile di quest’anno è stato uno dei GP più strani e insulsi della storia moderna della F1. un GP che parte in regime di SC (Safety Car) e che poi viene interrotto da due bandiere rosse e da altre SC ha quasi del grottesco. In mezzo a questa pantomima che vede come regista la FA e il “mitico” Whiting ci sono per fortuna alcune note positive. Il talento cristallino, esaltato dalle condizioni meteo, di Lewis Hamilton che vince senza se e senza ma un GP fondamentale nella sua rincorsa al titolo. La conferma che Verstappen è un fenomeno con la F maiuscola. L’olandese della Red Bull, come al solito, lascia il segno facendo sorpassi da antologia ma buttando anche al vento (insieme al suo team) una vittoria che non era affatto una chimera. In condizioni davvero limite questo GP ha dato spettacolo sin dall’inizio con Grosjean che stampava la sua Haas contro il muro allo start e con Ericsson che non gli era da meno con un incidente pressochè fotocopia di quello del francese. Si arriva così alla prima interruzione e alla prima bandiera rossa  per poi ricominciare con l’inglese che allunga sul rivale Rosberg che si fa sverniciare da Verstappen come se guidasse una F3 invece della miglior F1 del lotto. Già, proprio Verstappen in Brasile è stato un’ira di Dio. Vola in pista più di tutti, malgrado la scelta folle (l’ennesima del box Red Bull nel 2016) di utilizzare le intermedie invece delle full wet. Ad un certo punto perde anche la vettura nel curvone finale del circuito brasiliano e per grazia divina e  grande manico la rimette dritta senza nemmeno toccare le barriere. Una vera furia che in queste condizioni ha dimostrato una volta di più che scommettere su uno dei prossimi mondiali da lui vinto verrà in futuro pagato pochissimo dai bookmakers. In casa Ferrari invece è notte fonda. Raikkonen rischia la vita schiantandosi in una nuvola d’acqua in mezzo al gruppo e Vettel che chiude quinto una gara caparbia che non rende merito alla sua condotta. Ad Abu Dhabi ora il rischio pioggia non ci sarà per cui alla FIA toccherà inventarsi qualcosa d’altro per falsare questa disciplina che sembra sempre più l’estensione dello Zelig invece che il sommo capo del motorsport mondiale. Hamilton intravede la possibilità di vincere un mondiale che sembrava totalmente nelle mani di Rosberg sino a pochi GP fa mentre Verstappen e Ricciardo saranno sicuramente un vero ago della bilancia in questa sfida. Noi speriamo ovviamente che vinca il migliore, per ai signori della FIA chiediamo cortesemente di guardarsi il GP di Abu Dhabi direttamente dal salotto di casa.

firma-paolo-necchi-motormedia-prs-media Quando piove il vero pilota emerge...dall'acqua. Editoriale di Paolo Necchi Formula 1 News