Il pilota 59enne, sei volte campione italiano di Rally su terra, è stato colpito da malore ed è precipitato in moto da una scarpata in Toscana.

Non sempre la terra può esserti lieve, sopratutto se da vivo se sei abituato l’hai spesso bistrattarla alla guida di una potente vettura da Rally. Giuseppe “Pucci” Grossi, rallista di fama, aveva 59 anni quando in un normale sabato di fine estate ha visto svanire in un solo attimo la sua esistenza. In quel malore che lo ha portato via agli affetti dei suoi cari e dei suoi moltissimi fans mentre era a fare una moto-scampagnata con gli amici, c’è tutto il dramma del destino beffardo che può sempre colpire chiunque in qualsiasi momento e che diventa ancora più beffardo quando si accanisce contro chi lo ha invece sfidato centinaia di volte. “Pucci” Grossi era un gran pilota-gentleman, una stimata persona che aveva lasciato il suo segno indelebile nelle classifiche degli anni 80,90 e 2000 ma che, ancora di più, aveva lasciato il segno nel cuore di tutti coloro che lo avevano conosciuto o sfidato nelle PS. Grazie ai moltissimi successi ottenuti nei rally, alla guida delle vetture più disparate, Grossi si era ricavato dunque un immagine di “padre buono” che molti rivali e addetti ai lavori gli hanno sempre riconosciuto. Nel 2013 aveva deciso di appendere il casco al chiodo, dedicandosi a tempo pieno alla sua attività di albergatore ma proprio nel momento in cui la vita sembrava indirizzarsi verso un’esistenza quotidiana priva dei pericoli che caratterizzano le corse su strada il povero Grossi ha visto la sua vita terminare nel modo più assurdo e inimmaginabile. Da tempo collaborava, in virtù della sua grande esperienza, con ACI Sport e forse dentro di sé non aveva ancora del tutto spento la “fiamma” della passione per i suoi amati rally. Malgrado questo però aveva avuto la forza per dire basta e smettere di sfidare il cronometro. Non l’ho mai conosciuto personalmente e di questo me ne rammarico, ma sono certo che lo avrei apprezzato come si apprezzano tutte quelle persone che fanno dell’umiltà un dogma e della passione per i motori una delle ragioni di vita. Mercoledì alle 10.30 del mattino, presso la chiesa di Maria Ausiliatrice (Salesiani) a Rimini, si svolgerà il funerale per l’ultimo saluto a questo grande uomo dei rally. Le mie personali condoglianze, in particolare alla moglie Sara, e il successivo rispettoso silenzio per una perdita importante per tutto lo sport.

firma-paolo-necchi-motormedia-prs-media "Pucci" Grossi, il signore della terra. Editoriale di Paolo Necchi