Sicurezza nei rally: chimera o concreta possibilità?

Sempre più spesso gli incidenti nel WRC sono molto violenti e urgono interventi da parte della FIA.

Sempre più spesso nel WRC si assiste a incidenti molto violenti.

I Rally e la sicurezza. Un argomento quanto mai scottante e attuale che stenta negli anni a trovare un suo giusto equilibrio. Negligenze politiche o natura imprescindibile della disciplina?

Premettendo che non sono un esperto di rally, ho la netta impressione che nelle ultime tappe del WRC si stia assistendo sempre più spesso ad incidenti molto violenti che vedono  uscire (per fortuna) gli equipaggi indenni e che dunque si stia giocando un po’ troppo con la buona sorte. Di questa mia preoccupata idea ne sono un esempio lampante sicuramente la vettura completamente arsa di Paddon in Portogallo così come, ad esempio, il doppio “huge crash” di Bertelli e Camilli nell’attuale Rally di Finlandia. Pur trattandosi di situazioni molto diverse tra loro, sono a mio avviso tutti esempi (solo recenti) molto indicativi dello scottante tema della sicurezza nei rally. Le corse su strada (per definirle in modo semplice e un sicuramente po’ banale) godono di standard di sicurezza indubbiamente molto inferiori alle analoghe competizioni in pista e l’esasperazione prestazione delle attuali vetture (WRC in primis)  sta facendo sì che le leggi della fisica vengano sempre più spesso oltrepassate con grossi pericoli corsi dagli equipaggi coinvolti in incidenti sempre più violenti. In passato si era soliti dire che piloti come McRae, Kubica & Co. amavano andare spesso oltre i loro limiti, ma i sempre più frequenti incidenti che vedono i piloti del WRC coinvolti in incidenti cruenti (per fortuna quasi sempre solo per la meccanica delle vetture e non per i piloti) fanno pensare che l’indole del pilota conta sempre, ma fino ad un certo punto. Limitare il numero dei passaggi nelle PS nelle ricognizioni, elevare il livello di tenuta delle vetture che sembrano sempre più dei prototipi da pista che delle vetture da rally sta portando infatti ad un pericoloso crescendo di incidenti che prima o poi rischiano di portare conseguenze molto serie agli sfortunati equipaggi eventualmente coinvolti. Dato che si è dunque alla vigilia di un importante cambiamento regolamentare che spingerà le future WRC (nel 2017) ad andare ancora più forte delle attuali, non è forse il caso che i piloti, i costruttori e la stessa FIA facciano mente locale su quanto accaduto recentemente? A me la risposta sembra scontata anche se la circostanza capisco che sia non facile da gestire al meglio. A dire il vero a settembre 2015, dopo gli incidenti mortali al Ba…relli, al Rallye du Mont Blanc e al Rally La Coruña La FIA aveva indetto un incontro sulla sicurezza di pubblico e addetti ai lavori nei rally presieduto dal presidente della FIA, Jean Todt. Al termine della riunione furono comunicate le prime misure che saranno applicate con effetto immediato in ogni manifestazione rally.

1. La FIA doveva supportare gli organizzatori degli eventi e gli addetti alla sicurezza nello stilare le linee guida della sicurezza per il pubblico e per gli equipaggi in gara in ogni rally.

2. In collaborazione con le Autorità Sportive Nazionali e gli organizzatori dei rally la FIA avrebbe introdotto misure per aumentare la portata e l’impatto dei programmi educativi per la sicurezza degli spettatori.

3. Si sarebbe creata una task force FIA che avrebbe sostenuto le Autorità Sportive Nazionali (ASN) e gli organizzatori dei rally nell’attuare le linee guida di sicurezza preferite di ogni evento programmato.

Ad oggi i risultati forse non sono stati così entusiasmanti o, per lo meno, non come ci si aspettava. Ci vuole così tanto a togliere sti benedetti catalizzatori dalle vetture da rally limitando così di molto il rischio fuoco? Siamo proprio così sicuri che anche nei rally tutti gli organizzatori siano così preparati a mettere sul “piatto” tracciati sicuri e standard di assistenza medica adeguata? Non converrebbe, essere più severi nel rilascio delle licenze che consentono ai piloti di utilizzare vetture molto impegnative per dei veri professionisti? Questi sopra elencati sono solo piccoli spunti di un non esperto come me che tiene però molto alla vita di chi ama questo sport, professionista o meno che sia. Vedremo dunque se cambierà qualcosa in futuro o se si dovrà aspettare una nuova tragedia per capire, come sempre, che si sta oltrepassando il…limite.

firma-paolo-necchi-motormedia-prs-media Sicurezza nei rally: chimera o concreta possibilità? Editoriale di Paolo Necchi