Non è la prima volta che accade e sono certo che, purtroppo, non sarà nemmeno l’ultima. Domenica scorsa, in occasione della terz’ultima prova in calendario della Rok Cup Italia-Area Nord (serie organizzata dalla Vortex), si è verificato un grave incidente che ha coinvolto un giovane bambino che correva nella categoria Mini ROK. La vergogna è che un giornale locale, Rovigo Oggi, ha pubblicato la notizia inserendo un titolo agghiacciate e mettendo nel testo una serie di inesattezze allucinanti. Andiamo con ordine. Il titolo dell’articolo per intero era il seguente: ”

SANGUE ALL’AUTODROMO ADRIA (ROVIGO) Interventi a ripetizione per il personale del 118. Due minorenni fratturati, uno di 10 anni lotta per la vita dopo l’incidente e la corsa in elisoccorso.

Schianti a ripetizione, feriti tre bimbi. Uno gravissimo

Come si può scrivere un titolo del genere???? Incominciamo con il dire che l’incidente si è verificato al kartodromo Adria Karting Raceway e non all’Autodromo Adria Raceway, ma evidentemente per l’edotto giornalista (maschio o femmina che sia) non esiste differenza tra le due cose. Se poi si entra nel dettaglio dell’articolo gli “strafalcioni” proseguono con minuziosa costanza. Nell’occhiello si scrive: “Nella giornata di domenica 19 giugno era in corso una manifestazione motoristica con annesse gare di go kart, gran parte dei quali guidati da ragazzini, minorenni”. Tengo ad informare il giornalista che quella manifestazione motoristica non aveva ANNESSE gare di kart ma era una reale competizione riservata SOLO a kart e tale gara era regolarmente avallata dalla Federazione competente. A questa gara partecipavano piloti regolarmente in possesso di licenza di conduttore rilasciata dalla Federazione stessa sulla base di precisi crismi dalla stessa imposti. Nell’occhiello dell’articolo di Domenica veniva inoltre scritto che “gran parte dei ragazzini erano minorenni” trascurando il fatto che il karting è una disciplina che raccoglie per il suo 80-90% degli iscritti SOLO minorenni e pertanto risulta ridicolo indicare questa caratteristica come se fosse quasi un “illecito”. A questo articolo ne ha fatto seguito un secondo (ieri) nel quale si riportava per fortuna il miglioramento delle condizioni di salute del kartista ma si indicava (nella parte finale dell’articolo stesso) che “per quanto riguarda la dinamica dell’incidente, sono in corso le ricostruzioni dei carabinieri della Compagnia di Adria, accorsi sul posto non appena avuto notizia dello schianto. Si dovranno anche valutare eventuali responsabilità“. Anche in questo caso non capisco di cosa si stia parlando. Al di là del fatto che dubito che i Carabinieri di Adria e di qualsiasi altro posto possano avere consapevolezza di come si sia verificato un incidente in pista senza averlo visionato, va tenuto conto che:

  1. non è un incidente stradale per cui le responsabilità di un incidente le decide SOLO l’autorità sportiva (Direttore di Gara e Collegio dei Commissari Sportivi).
  2. il karting, come qualsiasi altra disciplina legata al motorsport, vive purtroppo di incidenti di gara.
  3. il kartodromo di Adria è una pista dove si disputano gare di livello internazionale (WSK) e pertanto viene riconosciute come una delle migliori a livello internazionale. Ciascuna pista deve avere un’omologazione da una specifica commissione sicurezza della Federazione per cui, se la pista fosse pericolosa, i responsabili sarebbero i membri della Commissione di sicurezza che avrebbero rilasciato l’omologa e non la proprietà dell’impianto.
  4. Ciascuna gara è video registrata dalle telecamere a circuito chiuso presenti nel kartodromo (vale anche per gli autodromi) e che vengono LIVE visionate dalla Direzione Gara proprio per verificare comportamenti scorretti dei piloti ed eventualmente comminare loro successive sanzioni sportive.

L’ulteriore assurdità del doppio articolo è la foto utilizzata (in entrambe i casi) che è un palese fake-fotomontaggio. Quando mai si è visto un elicottero decollare a pochi metri da una serie di piloti schierati in griglia con tanto di ombrelline al loro fianco?? Quella griglia non era di quella gara e in quel momento non c’era pista bagnata. Non c’è stato inoltre nessun intervento in pista dell’elisoccorso ma il bambino è stato prima trasportato in Ambulanza all’ospedale ad Adria e poi da Adria in elicottero a Padova.

Tutto ciò premesso il mio pensiero è il seguente:

  1. ci vorrebbe più rispetto per lo sport e per chi fa sacrifici (pratici ed economici) per praticarlo.
  2. ci vorrebbe più rispetto per la salute di una persona (a maggior ragione per un adolescente) e più competenza in materia prima di scrivere a vanvera un articolo del genere.
  3. ci vorrebbe da parte della Federazione una serie presa di posizione su determinati comportamenti in pista con sanzioni più severe nei confronti dei piloti (minori e non) che commettono azioni gravemente scorrette in pista.
  4. andrebbe rivista l’età di accesso alla categoria 60 Mini. Fare correre bambini di 8 anni , senza nessuna esperienza o quasi,contro bambini di anche 12 anni su kart che sfiorano i 100 km/h è a mio avviso troppo pericoloso.
  5. ci vorrebbe che ai genitori fosse impedito l’accesso al paddock perchè nella stragrande maggioranza dei casi sono la rovina sportiva e non solo dei loro figli (in tutti gli sport). Ho assistito molto spesso nei paddock a liti furiose con i propri figli o a scenate contro meccanici e team manager da parte di padri/madri che probabilmente non sanno nemmeno parcheggiare bene una Panda e davano invece lezioni come se fossero Ron Dennis.

Il mio primo augurio è dunque di pronta guarigione al piccolo kartista con l’auspicio che la sua passione non si fermi davanti a questo brutto episodio. Lo sport agonistico è formazione di disciplina (sopratutto mentale) e gli episodi negativi devono far riflettere ma non allontanare dalla propria passione. Il mio secondo augurio è che questi “giornalai” da strapazzo tornino ad occuparsi di fatti di cui (spero) hanno competenza ed evitino speculazioni e orrori come quello a cui abbiamo, per l’ennesima volta, dovuta assistere che hanno messo in cattiva luce strutture professionali come quella di Adria, organizzazioni serie come Vortex e fatto preoccupare molti appassionati.

Chiudo l’articolo dicendo che ho voluto mettere come foto del mio editoriale il vero spirito del karting e dei bambini che lo praticano.

ps: ecco perchè sono orgoglioso di non possedere il Tesserino da Giornalista Professionista…per esserlo DAVVERO non è necessario pagare l’INPGI (ennesima inutile cassa previdenziale) e passare un esame ma è sufficiente avere competenza e buon senso…elementi sempre più sconosciuti in questo settore.

firma-paolo-necchi-motormedia-prs-media L'ennesima vergogna giornalistica contro il motorsport. Editoriale di Paolo Necchi