Benoît Tréluyer (39 anni) divide il volante dell’Audi R18 n°8 con André Lotterer and Marcel Fässler. Nato ad Alençon, in Francia, he già vinto la 24 Hours di Le Mans tre volte (2011, 2012 and 2014). Quest’anno cercherà di eguagliare il record di 4 vittorie del francese Pescarolo.

MM: Raccontaci la tua prima 24h di Le Mans come pilota?

BT: “E’ stato nel 2002 con la Chrysler Viper con il Team FFSA appoggiato alla Oreca. Ero in squadra con Jean-Philippe Belloc e Jonathan Cochet. Fu una bellissima esperienza perch finimmo subito terzi di classe GTS. Fu una gara molto difficile è dovetti guidare per 11 delle 24h ore totali. Avevamo problemi di ventilazione dentro in abitacolo che diventava molto caldo. Per fortuna non sono un pilota che soffre molto queste condizioni. Mi piacque tantissimo guidare di notte, l’odore dei barbecue la scoperta del tracciato in quelle condizioni, era come essere in un altra dimensione.  

MM La tua prima Le Mans come spettatore, invece, come fu?

BT: “Quando ero un bambino vivevo a Alençon e il circuito era ad un ora di distanza per cui  venni la prima volta davvero da piccolo. Venni anche a vedere il GP di Moto e la gara di F3000. Mi ricordo di aver visto partecipare alla 24h di Le Mans Jean Alesi prima di andare in F.1 e questa cosa mi è rimasta molto nella memoria.”

MM: Il tuo più bel ricordo a Le Mans.

BT: La vittoria del 2011 con Audi. Era la mia prime vittoria e la cosa che mi ha segnato di più fu come la vincemmo. A metà gara avevamo perso due delle nostre vetture e Domenica mattina stavo combattendo con le Peugeot anche se ero a malapena sveglio. L’emozione e lo stress ai box era tangibile perché avevamo anche una leggera perdita ad uno pneumatico. Non ho mai visto il mio compagno Marcel Fässler così in tensione. Alla fine vincemmo per soli 13 secondi!!!”

MM: Il tuo più brutto ricordo a Le Mans?

BT: Il mio incidente nel 2009 con la Peugeot 908 HDI FAP del Team Pescarolo alla esse Tertre Rouge. La vettura decollò e io mi preoccupai più degli spettatori che per me. Stetti in aria talmente tento che ebbi modo di pensare che stavo volando sopra gli spettatori. Fortunatamente ero solo sopra la via di fuga in ghiaia. Ero molto arrabbiato per il team perché si trattava di un ottimo progetto.”

MM: Quale è il pilota che più senti vicino a te?

BT: “I miei attuali compagni di team Marcel Fässler and André Lotterer. Siamo più che amici e compagni di squadra. Tutto è molto naturale tra di noi. Ridiamo molto spesso insieme ma sappiamo anche quando è ora di diventare seri. Siamo anche molto fiduciosi l’uno dell’altro.”

MM: Il tuo casco ha un significato particolare?

BT: “No. Non volevo un casco bianco e quando iniziai c’era del bianco nel mio casco. Chiamai il mio decoratore e gli dissi che non volevo più bianco sul mio casco e me lo dipinse di blu. Ho mantenuto quei colori per molte stagioni finchè non erano più adatte ai colori della macchina che era bianca e rossa. Cambiai allora il blu in rosso ma dopo aver conosciuto, grazie a Lotterer, un disegnatore olandese l’ho cambiato nuovamente. Ora è rosso, giallo e nero e non voglio in futuro modificarlo di nuovo.”

Fonte: Nikki Ehrhardt / ACO