Andrea Adamo, torinese di nascita, è uno dei più noti racing engineer del panorama internazionale. Dopo molti anni spesi a rendere vincenti le Alfa Romeo dell’EuroSTC e nel WTCC, si è dedicato al panorama rally sviluppando le Fiat Punto S1600 e S2000 per poi tornare in pista con il programma Honda-JAS nel WTCC. Dalla fine del 2015 è entrato a far parte dello staff di Hyundai Motorsport con il ruolo di Customer Manager occupandosi di tutta la divisione che sta sviluppando la nuova Hyundai i20 R5. Noi l’abbiamo intervistato alla vigilia del Rally di Sardegna e gli abbiamo chiesto alcune cose molte interessanti a riguardo del suo nuovo incarico e del suo nuovo progetto.

MM: Andrea, come è nato il tuo rapporto con Hyundai Motorsport?

AA: Il motorsport è un mondo molto “aperto” dove le opportunità nascono spesso anche se non le cerchi. Hyundai era da tempo un marchio che aveva destato la mia attenzione per il progetto i20 WRC e quindi quando si è presentata l’occasione buona è iniziata la nostra collaborazione professionale.

MM: Come è nata invece l’idea della i20 R5?

AA: Come ben sapete Hyundai ha un progetto ufficiale molto ambizioso nel WRC che sta dando evidenti risultati, anche se la strada verso il successo definitivo è ancora lunga. La divisione di cui sono a capo è nata per creare invece un prodotto per la clientela racing e, ad oggi, la categoria R5 è quella giusta per questo tipo di attività. Produrre una R5 vincente  è un modo per elevare l’immagine del brand coreano e anche un ulteriore fonte di guadagno per la factory motorsport.

MM: In che ambiti la i20 R5 sta mutuando l’esperienza accumulata dalla “sorella” WRC?

AA: Ci sono evidenti differenze tra i due prodotti ma anche alcune importanti similitudini sia di concetto tecnico che di struttura. E’ altrettanto evidente che la R5 è una vettura nata per team non ufficiali e per piloti gentlemen, per cui è una vettura più facile da guidare rispetto ad una WRC, meno costosa di una WRC e sopratutto anche più facile da gestire dal punto di vista tecnico da parte di un team privato. Le WRC sono vetture molto “estreme” per cui è necessario disporre di un pacchetto umano, tecnico e finanziario di prim’ordine per gestirle mentre le R5 sono vetture più a misura d’uomo, anche se altrettanto molto performanti.

MM: Quanto è duro creare un progetto nuovo dovendo contare su di un “budget cap”?

AA: Ad oggi, per fortuna, non è un problema che mi riguarda direttamente. Io sono a capo della divisione clienti di Hyundai Motorsport per cui la problematica per me è diversa e per certi versi anche più ampia. Devo infatti gestire il budget di tutta la struttura e non solo quello degli aspetti meramente tecnici, per cui la gestione del budget cap è solo uno degli elementi di cui mi occupo nella mia nuova mansione ma grava maggiormente sui tecnici che lavorano a tutti gli effetti sulla vettura. Avere limiti di investimento è sicuramente un grosso vincolo ma se il vincolo è uguale per tutti può essere anche un grosso stimolo.

MM: Chi vedi oggi come costruttore top nel segmento R5?

AA: Questa è una domanda a cui è davvero impossibile rispondere. Il fattore pilota/team nell’ambito delle R5 è ancora più determinante rispetto al WRC. Nel WRC ci sono solo top driver e top team, mentre nella R5 ci sono piloti velocissimi e altri meno così come ci sono team altamente professionali e preparati e altri meno. L’ago della bilancia dunque si muove molto e rapidamente in una direzione o nell’altra in base a questi fattori.

MM: Quando debutterà la Hyundai i20 R5?

AA: Come tutti i progetti la i20 R5 vive di vari step. Il primo è stata la sua presentazione che fu fatta a Dicembre 2015, durante la presentazione della New Generation I20 WRC. Adesso, a brevissimo, ci attende la sua prima apparizione in pubblico che avverrà nel corso del prossimo Rally di Ypres (non gareggerà). Nel corso dell’estate poi ci aspettiamo di ricevere l’omologazione da parte della FIA ottenuta la quale potremo pianificare le prime consegne ai clienti e conseguentemente il vero debutto in gara.

MM: Escludete a priori una vostra presenza ufficiale in gara con una i20 R5 con i vostri piloti ufficiali?

AA: La mia divisione è nata e sta crescendo con l’unico scopo di essere da supporto e da riferimento per i racing customers, per cui partecipare in via ufficiale sarebbe un controsenso e snaturerebbe lo stesso progetto. Ad oggi, dunque, il mio/nostro focus è solo quello di perfezionare l’organizzazione di una divisione nata per essere a completa disposizione dei nostri clienti racing e dunque non prevediamo alcuni tipo di partecipazione ufficiale in tale categoria.

MM: In futuro avete in mente di progettare anche delle versioni R3, R2 o R1 della i20?

AA: Le montagne si scalano passo dopo passo e ad oggi gli impegni del WRC e del progetto R5 sono già molto gravosi richiedendo forti investimenti e risorse umane di assoluto livello. Nella mia testa ci sono ovviamente altri progetti di cui ho già parlato o parlerò in futuro con i miei capi, ma per ora quanto a nostra disposizione è già più che sufficiente.