Giorgio Sanna, dopo un passato da collaudatore e pilota, oggi è a capo della divisione Motorsport di Lamborghini. Mosso dalla sua grande passione, in poco più di un anno è riuscito a dare un moto propulsivo importante al marchio facendo diventare l’attività motorsport un asset finanziario e di immagine strategica per il brand. Consapevole del molto lavoro che lo attende in futuro, Sanna ci racconta i suoi obiettivi futuri e quali sono gli attuali progetti della divisione da lui diretta.

MM: Quando è iniziato il tuo rapporto con Lamborghini e con che ruolo?

GS: Il mio rapporto professionale con Lamborghini è iniziato nel lontano 2001 quando, all’età di 24 anni, entrai in azienda con il semplice ruolo di collaudatore. All’epoca Lamborghini era un’azienda più “piccola” e non ragionava ancora da multinazionale. Essere collaudatore all’epoca era come essere poco più di un semplice meccanico. Dopo l’acquisizione da parte di Audi, nel 1998, le cose iniziarono a cambiare. Le fasi di collaudo furono legate a progetti di ricerca e sviluppo e potei apportare in azienda un mio specifico metodo di lavoro. Era l’epoca della Murcielago e della Gallardo, che hanno rappresentato i primi modelli del nuovo corso del brand. Negli anni successivi divenni Capo collaudatore e responsabile della Lamborghini Accademia, allargando dunque le mie competenze e le mie mansioni aziendali. In quel momento però mancava ancora un’attività motorsport e il mio ruolo, inizialmente, fu quello di correre con marchi del Gruppo, Audi in primis, nei campionati Superstars e GT Italiano. Successivamente a queste esperienze ci fu l’inizio del percorso di avvicinamento al ritorno ufficiale di Lamborghini nel motorsport che ebbe la sua start up nel 2009 con il debutto del monomarca Blancpain Super Trofeo e con il mio impegno nel Campionato GT Italiano, in classe GT Cup con la Gallardo. In quegli anni correre e dover gestire il budget dell’intera stagione del team si è rivelata un’esperienza molto utile oggi per poter capire bene le esigenze di un pilota  di un team manager.

MM: Dopo molti anni da collaudatore di Lamborghini, quanto dell’esperienza motorsport vedi travasata negli attuali modelli di serie?

GS: Questo travaso lo vivo nel quotidiano. Il nuovo corso Lamborghini nel motorsport ha una storia abbastanza recente e posso dire che la Huracàn, che è stato anche l’ultimo modello al quale ho contribuito attivamente in termini di sviluppo, rappresenta al 100% questo travaso. La duplice attuale versione stradale della Huracàn (4WD e 2WD) è proprio il frutto e il simbolo della commistione tecnica ed esperienziale dell’attività motorsport.

MM: Quanto ti ha aiutato aver corso in macchina nell’attuale gestione del motorsport di Lamborghini?

GS: Tantissimo. Il motorsport è un business che impari solo sul campo e non all’università. Aver vissuto esperienze agonistico-aziendali, mi ha maturato molto come uomo e come manager. Oggi so di poter dialogare con piloti e team “alla pari” in termini di argomentazioni e di esperienze vissute. Lo stesso Young Drivers Program è stato il primo progetto nato proprio sulla base delle mie esperienze da pilota.

MM: Quali sono i vostri punti di forza e quali quelli su cui pensate ci sia ancora da lavorare?

GS: I nostri punti di forza assoluti sono sicuramente i prodotti: la Huracàn LP 620-2 Super Trofeo e la GT3. Partendo da questa ottima base è indubbio che un altro valore aggiunto è il nostro rapporto diretto con il cliente. Con i nostri clienti racing abbiamo un rapporto “one to one”, come accade per la clientela del prodotto di serie. Il nostro attuale business è in costante crescita e il nostro principale focus è ora di non deludere i nostri clienti. Squadra Corse è oggi una sorta di customer care tecnico per i nostri clienti motorsport. Oggi seguiamo direttamente tutti e tre i campionati Lamborghini Blancpain Super Trofeo (Asia Pacifico, Europa e Nord America) e questo importante sforzo e impegno è proprio volto a mantenere il contatto diretto tra cliente e casa madre. Da questo punto di vista c’è sempre da migliorare ed è l’ambito sul quale intensificheremo al massimo i nostri futuri sforzi.

MM: Perché dunque un cliente dovrebbe scegliere una Lamborghini per correre invece di una Porsche, una Ferrari etc…?

GS: Come dicevo prima, direi che il punto forte è la vettura che garantisce, oggi, un ottimo rapporto qualità-prestazioni-prezzo. I servizi annessi al prodotto di cui parlavo poco fa sono altri elementi che dovrebbero far spostare l’ago della bilancia su di noi rispetto alla concorrenza.

MM: Quali sono i programmi oggi di Lamborghini in via ufficiale e come supporto ai propri clienti?

GS: Oggi siamo impegnati nei tre campionati Super Trofeo ai quali si aggiunge il main event delle Finali Mondiali. A questo impegno affianchiamo inoltre il programma GT Customer Racing, con supporto tecnico alle 40 Huracàn GT3 che corrono nei principali campionati internazionali GT.

MM: Raccontaci come è nato il Lamborghini Young Drivers Program e in che cosa consiste?

GS: Come ho detto prima si tratta di una mia iniziativa fortemente voluta. Il progetto è partito subito molto bene e abbiamo avuto, di anno in anno, delle richieste di adesione sempre crescenti. Stiamo sviluppando sempre meglio l’intero progetto garantendo ai partecipanti dei “tool” sempre più specifici e strutturando il percorso di formazione nel modo più completo possibile. Il progetto si occupa di curare gli aspetti di comunicazione, di preparazione psico fisica e di valorizzazione del brand rappresentato. Lo scopo principale del progetto è dunque quello di aiutare la crescita professionale dei giovani talenti e soprattutto di far sì che possano proseguire la loro carriera come piloti Lamborghini.

MM: Oltre alle attività racing ti occupi anche della Lamborghini Accademia che, al suo interno, prevede anche uno step introduttivo al motorsport?

GS: La nostra divisione motorsport in effetti si occupa di tutto ciò che riguarda le attività in pista. La Lamborghini Accademia è uno dei nostri fiori all’occhiello. Nel programma sono inseriti quattro tipologie di corso: Winter Accademia, Corso intensivo (1 gg),  Corso avanzato (2 gg) e il Corso Pilota. I nostri corsi di guida sono organizzati in tutti i mercati in cui il marchio Lamborghini è presente. Il Corso Pilota, introdotto da quest’anno con base a Las Vegas, è considerato il “ponte” tra il cliente dell’auto stradale e il mondo delle corse. Per questo abbiamo anche anche introdotto nel Blancpain Super Trofeo la categoria “Lamborghini Cup” dedicata proprio ai piloti gentleman-rookie che debuttano in pista  attraverso il corso. L’attività durante il Corso Pilota è molto intensa e intensiva e prevede anche un follow up in pista con uno specifico coach-tutor che segue il gentleman nel suo week end di gara.

MM: L’arrivo di Domenicali, uomo di motorsport alla Presidenza di Lamborghini, pensi potrà dare un ulteriore impulso alla vostra divisione?

GS: Partendo dal presupposto che il Dott. Winkelmann è stata la persona che mi ha dato questa incredibile opportunità di crescita professionale, è indubbio che l’esperienza e l’attenzione nel motorsport del nostro nuovo Presidente si sia già rivelata molto importante. Oggi ho ancora di più la fortuna e l’opportunità di confrontarmi con un top manager che parla la mia stessa lingua e questo penso che sia sicuramente, in prospettiva futura, un valore aggiunto per il nostro lavoro.

Da pilota quale è la gara che avresti voluto fare e non sei riuscito a fare?

GS: Sicuramente la 24 Ore di Le Mans. Ad inizio carriera da pilota forse avrei risposto la Indy 500, ma oggi non ho dubbi a riguardo. Ho sempre seguito la 24h in questi anni da uomo del “gruppo” e a questo punto sogno, magari, di andarci un giorno da manager con un nostro programma specifico.