Lo chiamato Golden Boy perché ha lasciato tutti sbigottiti quando nel 2014 ha vinto, al debutto, la Porsche Carrera Cup Italia ed è entrato a far parte del Porsche Junior Team. Al suo primo anno nella Mobil 1 Supercup ha subito vinto il titolo Rookie of the Year e in apertura di questa stagione, a Barcellona, ha subito sbaragliato gli avversari ottenendo una sonante vittoria nel monomarca  Porsche. Noi lo abbiamo intervistato all’indomani di questo splendido successo.

MM: Come è nata la tua passione per le corse e quando è arrivato il giorno del tuo debutto in pista?

MC: È nata quando sono nato (ride)! Le auto e le competizioni sono sempre state nel DNA di famiglia. Quando ero ragazzino, però, non ho potuto subito dare sfogo alla mia passione perché mio padre era molto impegnato con il lavoro e dunque non era in grado di potermi seguire. La mia prima licenza l’ho staccata nel 2012 quando, a Ottobre, ho fatto il mio debutto assoluto nelle corse a Vallelunga in F.Renault 2000 Italia, disputando subito dopo anche una gara al Mugello, dove ho ottenuto il primo podio in carriera. L’anno successivo sono stato chiamato dal Team ADM per provare una F.3 e ci siamo subito accordati per disputare insieme la serie tedesca ATS Formel 3 Cup. L’anno successivo, il 2014, avevo iniziato la stagione del F.Renault ALPS, ma a Imola sono stato vittima di un brutto incidente che mi ha costretto ad annullare il programma. Da quel momento è iniziato il mio legame con Porsche, grazie alla partecipazione alla Porsche Carrera Cup Italia. Aggiudicarmi il titolo al debutto, mi ha portato a mettermi in luce nello Scholarship Programme, dove ho poi vinto a livello internazionale entrando a far parte del Porsche Junior Team. Questa opportunità mi ha poi garantito la possibilità di correre, nel 2015, alcune gare del VLN con il Team Manthey e soprattutto di disputare  l’intera stagione del Porsche Carrera Cup Deutschland e della Mobil 1 Supercup.

MM: Quando ha iniziato la tua avventura nella PCCI avresti mai pensato di diventare pilota ufficiale Porsche già l’anno successivo?

MC: Assolutamente no. Non conoscevo nemmeno l’esistenza di questo progetto. Tutto è nato quando fui convocato a Padova in Porsche Italia da Marta Gasparin (Responsabile Motorsport di Porsche Italia) la quale mi illustrò il progetto Scholarship. Il progetto mi entusiasmò a tal punto che  decisi subito di aderire. Avevo capito subito che si trattava di una grande opportunità per di più con un marchio, come Porsche, che ho sempre amato sin da piccolo.

MM: Hai avuto sinora l’opportunità di lavorare a stretto contatto con lo staff tecnico di Porsche Motorsport e con i loro piloti ufficiali. Cosa senti di aver imparato e cosa ti ha maggiormente impressionato?

MC: L’opportunità di lavorare al fianco dei piloti ufficiali si è presentata in realtà solo quest’anno, mentre già l’anno scorso avevo avuto occasione di correre però con il Team Manthey. Questa prima esperienza è stata per me fondamentale nel mio percorso di crescita soprattutto perché correre in equipaggio con altri piloti esperti in gare endurance (VLN, ndr) ti fa capire quanto deve essere completo un pilota. Abbiamo insieme, già al primo anno, sfiorato la vittoria alla 24h del Nurburgring e abbiamo raggiunto al vittoria di classe SP7 nella 6 ore di qualificazione alla 24h. Del loro metodo di lavoro mi ha impressionato, in generale, il livello di organizzazione e l’altissima attenzione per ogni minimo dettaglio.

MM: Matteo, questa tua seconda stagione nella Mobil 1 è iniziata nel migliore dei modi…

Beh direi assolutamente sì. A Barcellona con il Team Fach Auo Tech siamo stati primi sin dalle libere. Vincere era il modo migliore per iniziare la stagione e farlo con autorevolezza mi ha reso ancora più soddisfatto e orgoglioso del risultato ottenuto. Dopo un inverno senza praticamente test, ho deciso di fare qualche gara di “allenamento” del Carrera Cup Italia e del Carrera Cup France e sono arrivati subito grandi risultati. Il merito dei risultati ottenuti  in queste gare extra è sicuramente di un ottimo team come Ebimotors ma, soprattutto, del mio ingegnere del Team Fach Auto Tech che mi segue nella Supercup.

MM: Cosa ti ha spinto a cambiare quest’anno Team nella Mobil 1 Porsche Supecup?

MC: L’ obiettivo del 2015 da me dichiarato era arrivare nei TOP 5 ed era assolutamente un obiettivo raggiungibile. Purtroppo a causa di un po’ di sfortuna e della totale concentrazione del Team sulla vettura del mio compagno Eng,  questo obiettivo è sfumato e mi sono dovuto “accontentare” del titolo di miglior Rookie. Per questa stagione dunque cercavo un team totalmente dedicato a me e il Fach Auto Tech faceva assolutamente al caso mio. Tutto lo staff lavora costantemente al 110% per mettermi in condizione di essere sempre al top e questo mi carica in modo incredibile. C’è un feeling assoluto con tutto lo staff e mi sento davvero di essere al posto gIusto nel momento giusto.

MM: In che cosa oggi il pilota Matteo Cairoli si sente più forte?

MC: È un insieme di cose. Velocità pura, concentrazione, visione strategica, preparazione fisica e soprattutto nella cura dei dettagli che in passato, a volte, trascuravo. Ho molta confidenza con la 911 GT3 Cup e ho acquisito ulteriore sensibilità e competenza in termini di set up. Quest’anno la mia fortuna è anche quella di poter disporre di un ingegnere di pista come Alex Plankelov che è stato per molti anni un pilota Porsche.

MM: In che cosa oggi il pilota Matteo Cairoli deve invece ancora migliorare?

MC: Come dicevo prima, mi sento molto a posto e molto maturato ma sento che il mio percorso di crescita è ancora lungo per cui il margine di miglioramento è sicuramente ancora molto ampio in molti ambiti.

MM: L’anno scorso hai vinto il titolo di miglior rookie della Mobil 1 Porsche Super Cup. Quali sono le tue ambizioni per il 2016?

MC: Vincere il titolo assoluto. Questo è l’unico obiettivo che mi sono prefissato per questa stagione.

MM: Nel tuo futuro preferiresti proseguire con le vetture GT o ti senti particolarmente attratto dal progetto LMP1?

MC: Potrei quasi non rispondere a questa domanda data la risposta scontata (ride). Correre con una delle Porsche 919 Hybrid nella categoria LMP1 a Le Mans sarebbe davvero un sogno anche se, sinora, mi sento più portato e pronto per le gare sprint. Nella mia testa in futuro c’è solo il marchio Porsche poi vedremo come si evolveranno le varie opportunità. Anche una stagione in DTM sarebbe un bel traguardo, ma per ora la mia testa e il mio cuore sono legate solo a Porsche.

MM: Hai appena dominato la prima prova della PCCI, chi vedi favorito in questo campionato per il titolo assoluto?

MC: Non mi aspettavo di vincere a Monza così facilmente, devo essere sincero. A inizio anno ho scommesso subito su Mattia Drudi ma penso che, gara dopo gara, anche Rovera possa dire la sua per il titolo. Mattia sta guidando molto però, per cui penso che possa avere un vantaggio sul resto dei partecipanti sino alla fine.

MM: In bocca al lupo per la tua stagione.

MC: Crepi e in bocca al lupo anche a voi per la vostra avventura di MotorMedia.