MM: Gabriele quando è avvenuto il tuo debutto con le vetture turismo?

GT: Il primo anno che ho corso con una vettura turismo è stato nel “lontano” 1987 nel campionato del mondo FIA Alfa Romeo 75 Turbo Brixia, poi diventata poi Scuderia Italia. Successivamente, negli anni 1989-1990, sono andato a correre nel Superturismo Italiano con il Team Rafanelli con la BMW M3 E30 per poi passare nel 1992 nel team ufficiale di BMW Italia. Dal 1993 sono a poi tornato in Alfa, fino al 1996, correndo nell’Italiano nel BTCC e nell’ITC 1996. Da quegli anni, sino ad oggi, in realtà non ho mai più smesso di correre nel turismo, categoria che mi vede tutt’ora impegnato nel WTCC come pilota ufficiale Lada Sport.

MM: Per quanti brand hai corso come pilota ufficiale e a quale ti senti più legato?

GT: Sicuramente il legame maggiore è stato con il marchio Alfa Romeo. Con loro ho vinto molto (EuroSTC e BTCC) e trattandosi di un marchio italiano ha sempre rappresentato molto. Gli altri marchi per cui ho corso sono stati Seat, con cui ho vinto nel 2009 il WTCC, BMW, Honda, Volvo, Honda (con la Accord e la Civic, ndr) e ovviamente ora Lada.

MM: Tra il DTM, il BTCC, il Superturismo, l’Eurostc e il WTC quale consideri il campionato più “tosto”?

GT: Direi che ne posso citare due. WTCC e BTCC. Nel secondo caso devo però dire che vincerlo nel 1994 mi ha dato ancora più soddisfazione del WTCC perché, all’epoca, c’erano ben 11 costruttori impegnati ufficialmente e non mi è mai più capitato, in carriera, di correre in un campionato di tale livello. I circuiti inglesi sono poi davvero bellissimi, molto spettacolari e impegnativi tecnicamente per cui si è trattato davvero di un’esperienza unica e di una soddisfazione immensa vincere quel titolo.

MM: Cosa rimpiangi della tua esperienza in F1?

GT: I rimpianti sono soprattutto legati al non aver potuto disporre di mezzi all’altezza della concorrenza. Ho corso sempre per team con poco budget e questo ha complicato molto la mia esperienza in F1. Di contro ho avuto la fortuna di vivere una Formula 1 quasi mitica. A quell’epoca in griglia c’erano Senna, Piquet, Prost, Mansell, Patrese, Berger, il primo Schumacher e moltissimi altri piloti che avevano talento da vendere e che hanno fatto la storia della massima serie. Quegli anni mi hanno quindi accresciuto moltissimo come uomo e come pilota, per cui mi considero davvero un privilegiato ad aver avuto questa opportunità.

MM: Il pilota più forte che hai incontrato in carriera?

GT: Ovviamente mi sono confrontato con moltissimi piloti di grande talento ma se devo scegliere e citarne per forza solo uno il mio nome è Nigel Mansell. Un talento mostruoso, con una velocità innata e un controllo di macchina mai visto in nessun altro pilota. Il mio pilota top è sicuramente lui.

MM: Alla “tenera” età di 54 anni cosa ti ha spinto verso nuovi progetti sportivi come quello Lada nel WTCC?

GT: La sfida. Purtroppo con la Honda non abbiamo raccolto quello che effettivamente meritavamo. Mancava un po’ di potenza e di coppia al motore ma il team era molto buono ed era cresciuto molto anche grazie al mio apporto. Devo ammettere che essere stato escluso dai loro programmi quest’anno mi ha fatto rimanere male. All’inizio ero ovviamente titubante quando Lada mi ha contattato, ma poi la loro incredibile voglia di avermi nel team per dare una svolta tecnica mi ha lusingato a tal punto dal farmi accettare la loro offerta. Durante l’inverno mi hanno fatto cambiare molto della vettura e i risultati oggi si vedono al punto tale che persino il mio compagno di squadra Catsburg ha riconosciuto grossi miglioramenti.

MM: In carriera hai corso una sola volta la mitica 24 ore di Le Mans. Che ricordi hai di quella gara e di quella esperienza?

GT: Ci ho corso nel 1985 senza fare test con la vettura. La macchina era un Porsche ufficiale del Team Brun e i miei compagni erano Sigala e Larrauri. A quell’epoca, senza le chicane sul rettilineo dell’Haunodieres, i prototipi oltrepassavano i 400 all’ora e spesso tendevano a decollare. Percepii subito la pericolosità della gara e ne rimasi quasi spaventato. Non concepivo l’idea di salire su di una vettura e di lanciarmi a tutta velocità in pista senza conoscerla e dopo che era stata guidata da altri per ore. Oggi come oggi, se mi proponessero di nuovo di correrci non accetterei o perlomeno sicuramente non alla guida di una vettura LMP1 o LMP2…forse con una GT.

MM: Come sta andando questa stagione 2016 nel WTCC e cosa pensi dei tuoi due compagni di squadra Valente e Catsburg?

GT: I risultati raccolti sinora sono stati buoni sinora e la motivazione in tutto il team è alta. Abbiamo migliorato sinora su tutti i circuiti e il gap dai primi sta diminuendo gara dopo gara. Catsburg è davvero un pilota molto forte, tecnicamente e mentalmente mentre Valente ha sicuramente un buon potenziale ma deve crescere professionalmente, essendo alla sua prima stagione in un team ufficiale.

MM: Quando appenderai il casco al chiodo?

GT: Non ci ho ancora pensato. A fine stagione valuterò senza ansia e senza patemi. Se avrò ancora voglia mi rivedrete ancora in griglia altrimenti mi dedicherò ad altro.