È da  sempre il simbolo del marchio FIAT. E’ la macchina che forse più di ogni altra è rimasta nel cuore degli italiani e soprattutto dopo i fasti degli anni passati è stata oggetto di una rivisitazione in chiave moderna invocata per tempo a gran voce dagli italiani. Parliamo della FIAT 500 icona del made in italy e della storia dell’automobilismo nazionale. Il suo debutto avvenne negli anni 50, nel pieno del boom economico.

Eravamo infatti nel 1957 e la piccola FIAT 500 nacque diventando presto un clamoroso successo che perdurò fino al 1975 venendo prodotta in quasi 4 milioni di esemplari andando a segnare in modo indelebile la mobilità del nostro paese. All’epoca costava 490 mila lire che era un prezzo piuttosto alto se paragonato a quello di poco superiore della 600. Per dare un metro di misura reale del suo costo connotato al salario medio possiamo dirvi che un operaio comune all’epoca guadagnava 40 mila lire al mese mentre un impiegato di prima categoria 90 mila pertanto la FIAT 500 costava ad un operario circa un anno del suo stipendio e ad un impiegato meno di sei mesi di stipendio. Non poco di sicuro soprattutto per l’epoca, ma si deve tenere conto anche della tipologia di mercato dell’epoca e del fatto che circolare con una propria vettura era in ogni senso considerato un super privilegio.

Nel 1960 arrivano la 500 D e la Giardiniera che costavano rispettivamente 450 e 565 mila lire mentre nel 1965 debutta la 500 F venduta a 475 mila lire. Nel 1968 è la volta della FIAT 500 L venduta al prezzo di 525 mila lire seguita poi , nel 1972, dalla ultima serie della FIAT 500, la R (600 mila lire il suo prezzo, ndr) che finì di essere prodotta e commercializzata nel 1975.

Da prima e unica macchina per pochi privilegiati la piccola di casa FIAT diventò nel tempo la «seconda auto per la famiglia» sfruttando un nettamente migliore poter d’acquist dell’italiano medio che in quegli anni necessitava di soli quattro mesi di stipendi per acquistare la 500 rispetto al quadruplo necessario ad un pari livello negli anni del suo debutto sul mercato. Dal 1957 al ‘72 è stata in assoluto la FIAT più venduta e le sue radici affondano ancora prima della sua commercializzazione. Il suo “papà” infatti, l’ingegnere Dante Giacosa, aveva già disegnato nel ‘36 la «500», più nota all’epoca come Topolino che rappresentava la prima auto popolare italiana e la più piccola al mondo. La Topolino però era un modello totalmente diverso dal punto di vista tecnico rispetto alla 500 visto che quest’ultima aveva una carrozzeria autoportante, un motore posteriore e raffreddato ad aria (il primo costruito da FIAT, ndr) e addirittura quattro ruote indipendenti.

La FIAT Nuova 500 debuttò, come detto, nell’estate del 1957, con un allestimento molto spartano che prevedeva due soli sedili e una panchetta posteriore. La vettura poteva dunque ospitare soltanto due persone e un carico massimo di 70 chilogrammi nel bagaglio. Dal suo primo debutto alle prime modifiche il passo è molto breve e già in occasione del Salone dell’Auto di Torino del 1957 (tre mesi dopo il lancio, ndr) la 500 viene già modificata ha causa dello scarso interesse generato nel pubblico. La FIAT corre dunque ai ripari e presenta due versioni modificate che chiama 500 «Normale » e 500 «Economica». Entrambe, a dispetto del nome che farebbe immaginare l’esatto contrario, offrono maggiori contenuti rispetto alla vettura da poco lanciata sul mercato ed arrivano ad offrire spazio per ospitare 4 persone grazie a un sedile posteriore molto più comodo e spazioso. Per differenziare e potenziare ulteriormente la gamma 500, la FIAT presenta a metà del 1958 la versione Sport a cui farà seguito, nel 1959, anche la versione tetto apribile. La vettura ha inizialmente il tetto rigido e si caratterizza all’esterno per una fascia rossa posta al di sotto del padiglione e, solo per alcuni casi, anche per la verniciatura della scocca bicolore. Con questa nuova versione si torna, però, ai due posti secchi e alla inutilizzabile panchetta posteriore. Nel maggio del 1960 arriva la versione station wagon denominata Giardiniera. I tecnici di Mirafiori aumentano in questa versione della 500 il passo di 10 centimetri per accrescerne la capacità di trasporto consentendogli di ospitare quattro persone più 40 chilogrammi di bagaglio.

Nell’autunno del 1960 la 500 viene offerta nella nuova serie D con una cilindrata aumentata a 499,5 cm3 una velocità di 95 km/h e un consumo medio di 4,8 litri/100 chilometri. L’abitabilità, anche per la versione berlina, torna per la soddisfazione dei potenziali acquirenti a quattro persone e viene adottato , per la prima volta, anche lo schienale posteriore abbattibile. La 500 F debutta invece nel marzo del 1965 e nel 1968 verrà affiancata in listino dalla 500 «Lusso» che si caratterizzerà, per la prima volta nella storia del modello, per le portiere incernierate sull’anteriore, più sicure in caso di urto e che permettono di far finalmente scomparire le antiestetiche cerniere a vista. Con questa versione viene anche arricchita nelle dotazioni e nei materiali. L’obiettivo di questa versione è quanto mai chiaro: coprire la richiesta di una clientela che vuole una vettura più completa e più «lussuosa» anche a costo di spendere 525.000 lire cioè circa 100.000 lire in più rispetto alla 500 F. E’ poi la volta della 500 R che viene presentata nel 1972, in contemporanea al lancio della nuova FIAT 126, che rimarrà in commercializzazione sino alla fine produzione della vettura, nel 1975. Da quel momento il mondo dell’automobilismo nazionale perde questo mito per ritrovarlo, sedici anni dopo totalmente modificata.

Nel 1991 FIAT lancia sul mercato la Cinquecento che porta lo stesso nome della sua precedente sorella ma non le assomiglia minimamente nelle forme. L’idea di FIAT in quei primi anni 90 era di creare una nuova tipologia di utilitaria compatta, che potesse essere prestante, agile e abitabile. Con queste linee guida, il Centro Stile FIAT, nelle persone di Ermanno Cressoni ad Antonio Piovano, crearono una vettura dalla linea totalmente innovativa che richiamava quelle della sorella di casa Lancia: la Y10.

La Cinquecento si differenziava dal resto della produzione FIAT contemporanea in quanto sprovvista di calandra anteriore e per il cofano che scendeva fino ad arrivare al paraurti. Inoltre, la Cinquecento è stata la prima FIAT ad adottare il nuovo logo rettangolare a sfondo blu con le quattro barre cromate e sopraelevate disegnate all’interno.

Tra le sue peculiarità vi erano sicuramente le sospensioni a ruote indipendenti, i freni a disco anteriori ed una vasta gamma di optional tra cui la chiusura centralizzata, l’aria condizionata, gli Airbag, il livellamento fari elettronico, gli alzacristalli elettrici e l’antifurto. I motori che equipaggiavano la Cinquecento erano inizialmente due, entrambi benzina: un bicilindrico da 704cc e un 903cc a quattro cilindri di declinazione “Motore FIAT 100” dotato di nuove punterieidrauliche. Il modello base era chiamato 700 ED (Economy Drive) ed era associato ad un cambio a 4 marce, al contrario della versione 900 che aveva invece a disposizione 5 marce. Inoltre ambedue i motori erano originariamente alimentati a carburatore e resi successivamente ad iniezione elettronica.

Nel 1993 fu poi presentata la sua versione racing, la Cinquecento Trofeo, che diede successivamente vita ad un campionato “monomarca”, denominato appunto Trofeo Cinquecento. Dato il suo successo, nel 1994, venne presentata la Cinquecento Sporting, che montava un motore Fire ad aspirazione da 1108cc, e alla quale vennero ribassate e irrigidite le sospensioni rispetto alle altre versioni, migliorandone la stabilità e l’aerodinamica. Le differenze della Sporting rispetto alle altre versioni non si limitavano però semplicemente alle motorizzazioni: erano infatti disponibili cerchi in lega sportivi, terminale di scarico cromato oppure in Fibra di Carbonio e paraurti in tinta con filature di colore rosso o nero, contrastanti con il colore della carrozzeria.

Dal 1995 fu poi inoltre reso disponibile un kit estetico Abarth, per rendere ancora più vario e potente l’aspetto e le prestazioni dell’auto con inoltre nuove colorazioni disponibili per carrozzeria e paraurti, cerchi in lega a cinque razze, sottoparaurti, minigonne e molle ribassate. Sempre nello stesso periodo, venne prodotta esclusivamente da Giannini una nuova versione sportiva in serie limitata della Cinquecento, la Super Cinquecento che disponeva di serie dell’assetto ed estetica da competizione.

Nella primavera 1995 fu presentato un lieve aggiornamento della gamma che poco cambiava in termini estetici ma modificava invece l’offerta di allestimenti disponibili: alla base restava la 700 ED mentre per i motori 900 la gamma si ampliò in varie versioni a seconda degli allestimenti: si partiva dalla S, per arrivare alla Suite passando per la SX. A partire dal 1995 FIAT migliorò anche la sicurezza dell’auto, finora preservata esclusivamente dalle barre antiintrusione e cinture di sicurezza rigide, con l’inserimento degli airbag. Un ultimo piccolo aggiornamento della gamma si ebbe nell’aprile 1996 quando fu presentata ed introdotta la versione Soleil, basata sull’allestimento SX con l’aggiunta di un tetto apribile in tela. La produzione venne definitivamente interrotta nel 1998 con l’introduzione della FIAT Seicento che si presentava sul mercato come un una sorta di pesante restyling della Cinquecento stessa, riprendendone la struttura ma con una linea aggiornata e leggermente ingrandita. Dal 1998 al 2007 la 500 lascia un nuovo “buco” nel cuore degli italiani per presentarsi poi nuovamente sul mercato in grande stile.

Quella che infatti viene presentata in TV su Canale 5 il 4 Luglio del 2007 davanti a 100.000 presenti è l’evoluzione del concept Trepiùno e soprattutto è la “figlia” dell’accordo che FIAT stringe il gruppo Ford Motor Company grazie al quale i costi di produzione della 500 vengono sensibilmente ridotti utilizzando la base della seconda generazione di Ford Ka dalla quale vengono ricavati tutti gli organi meccanici e di trasmissione nonché i motori di origine FIAT.

Contrariamente al prototipo del 2004, la nuova 500 si posiziona sul mercato come una piccola auto alla moda ma come la versione del 1957, anche lei possiede numerose cromature che le donano all’automobile un aspetto elegante. Al Salone dell’auto di Ginevra del 2009 viene poi presentata ufficialmente la FIAT 500C ovvero la sua versione cabrio. La presentazione della vettura avviene in contemporanea a quella dei nuovi propulsori Multiair alimentati a benzina progettati dal centro di ricerca e sviluppo FIAT Powertrain Technologies, a cui farà seguito l’apprezzato TwinAir (foto sopra). La 500C non adotta un sistema di apertura della capote in tela analogo alle altre cabrio diffuse sul mercato, ma riprende più la filosofia dell’antenata 500 Convertibile che mantiene i montanti strutturali che fungono da binario, sui quali scorre elettricamente il tettuccio in tela, con lunotto in cristallo che si ripiega su se stesso nella cappelliera.

La 500C viene proposta in una gamma di due allestimenti. La versione d’ingresso in origine è la Lounge (con una dotazione simile all’analoga versione berlina), affiancata nel 2010 dalla più semplice Pop, mentre l’allestimento di punta è la Rock ancora più ricca e vistosa grazie agli pneumatici ribassati. Alla 500C fa seguito poco dopo l’Abarth 500 svelata in occasione dell’inaugurazione della nuova sede Abarth nell’Officina 83 a Mirafiori. Si tratta del secondo modello del rinato marchio sportivo di FIAT Group (dopo la Abarth Grande Punto), che rappresenta una versione decisamente rivista della FIAT 500 sia nella meccanica, che nell’estetica, che nell’aerodinamica.

Nell’aprile del 2010 viene presentata l’Abarth 500C, la versione sportiva con carrozzeria cabriolet, cambio robotizzato e motore potenziato. Ulteriori evoluzioni della 500 sono la sua versione L e la sua versione X. La 500 L, presentata nel 2012, raccoglie l’eredità della Fiat Idea, della Lancia Musa nonché e della Multipla  (500L Living). Con questa vettura debutta la seconda generazione del pianale Small di Fiat Group Automobiles e viene riportato alla luce il concetto di architettura Cab Forward che nasce in casa Fiat con lo storico modello 600 Multipla del 1956. La 500 X, ultima nata della serie, è il nuovo Crossover della Casa automobilistica italiana, compatto nelle dimensioni, di poco superiori ai 4 metri, innovativo nelle linee e contenuto negli ingombri si presta bene sia per l’uso cittadino sia per il fuori strada.

Oggi la 500, in tutte le sue versioni, è una delle macchine di maggior successo grazie al suo alto livello di personalizzazione e al suo concetto trendy che le dona grande appeal soprattutto verso i giovani. Il mito dunque è rinato e l’auspicio e che questa volta possa almeno durare per i prossimi 500 anni.