Oggi vogliamo raccontarvi una leggenda, tanto intensa ed emozionante da essere vera. È la leggenda Cosworth, il racconto perfetto che tutti noi appassionati di motori vorremmo sentire prima di andare a letto. L’ambientazione è un’isola di passione e follia, la Gran Bretagna, il periodo è la fine degli anni ‘50, i protagonisti, due giovani ingegneri con il cuore pieno di speranza e la testa brulicante di idee, Mike Costin e Keith Duckworth. I due crescono tra viti, bulloni e testate, entrano nel magico regno di Lotus ma vogliono sfondare come imprenditori nel motorsport.

Cosi, nel 1958, iniziano a modificare motori presso una piccola officina alle porte di Londra. I primi “pazienti” sono propulsori di serie, come il Ford Kent da 35 CV installato sulla Anglia. Passando per le mani dei ragazzi questa piccola unità motrice scopre di poter toccare quasi i 121 CV, divenendo il motore di riferimento della categoria Formula Junior. La fama dell’officina Cosworth, sigla risultante dalla fusione dei cognomi di Mike e Keith, aumenta allora in maniera esponenziale, questo anche grazie alla prima vittoria ottenu ta da Jim Clark a Goodwood nel 1960 su una Lotus 18. Un evento che rappresenta per l’automobilismo sportivo qualcosa di simile ad una congiunzione astrale, data l’incredibile alleanza iniziata proprio quel giorno tra tre mostri sacri delle corse: lo scozzese volante, la verde vettura di Chapman e, per l’appunto, i motori Cosworth.

Con il successo l’azienda londinese cresce e si trasferisce a Northampton per focalizzarsi su progetti sempre più ambiziosi mantenendo un’attenzione totale sul settore racing. I nuovi traguardi sono la Formula 3 e la Formula 2.

La prima categoria viene affrontata con l’ennesima evoluzione del Ford Kent, siglato MAE, la seconda con l’SCA basato su un monoblocco Ford Cortina 116E dotato della prima testata interamente progettata da Cosworth e succesivamente evoluto nell’FVA, un propulsore da 1.600 centimetri cubici realizzato nel 1966 in concomitanza con i nuovi cambiamenti regolamentari. Le vittorie in questi campionati sembrano non finire e portano ad un ulteriore step: la Formula 1. Per la massima competizione su pista i ragazzi di Cosworth preparano, in accordo con Ford, un 8 cilindri a V di 90 gradi che aprirà un nuovo capitolo della storia dell’automobilismo: stiamo parlando ovviamente del mitico 3 litri DFV. Con la sigla DFV (Double Four Valves) si voleva identificare un’unità, derivata dall’affiancamento di due precedenti FVA, dotata di quattro alberi a camme in testa e quattro valvole per cilindro.

L’idea di base, rivoluzionaria per l’epoca, era produrre su larga scala un motore semplice, robusto e molto potente così da poter permettere ai clienti una lotta perlomeno paritaria con il benchmark del momento: il V12 Ferrari, inarrivabile sul piano della cavalleria ma, allo stesso tempo, più complesso, pesante ed assetato di benzina. Il DFV da 400 CV a 9.000 giri/minuto, disponibile per chiunque desiderasse acquistarlo, segnò un’ulteriore spartiacque con il passato perché moltiplicò il mercato della ricambistica sportiva come mai era successo prima e, forse, come mai sarebbe successo in seguito. L’incredibile serie di successi che seguirà il debutto della soluzione nella stagione 1967 ne fa tutt’oggi il propulsore più vincente nella storia della F.1 con 155 vittorie in 17 stagioni, a cui vanno aggiunti i trionfi di Le Mans 1975 e 1980. Negli anni ‘70 Cosworth sbarca anche in America per equipaggiare le vetture Indy e CART: la nuova configurazione del DFV, qui denominata DFX integrata con un turbocompressore, permette alla casa inglese di conseguire innumerevoli successi e la sequenza impressionante di 10 trionfi consecutivi in quel di Indianapolis. È questo il momento di massimo splendore per Cosworth, riconosciuta universalmente come il supplier indipendente di maggior successo.

Gli anni che seguiranno vedranno i de stini del marchio di Northampton oscillare tra i fasti e le ultime posizioni della classifica, mentre la società ampliava il suo range di clienti. Tra gli anni ‘80 e ‘90 infatti Cosworth mette a disposizione il suo know-how per i team del campionato del mondo Rally e di Formula Indy/CART, con risultati molto positivi. Chiusa la stagione F.1 del DFV, soppiantato dal turbo, viene progettato un nuovo motore, l’HB, caratterizzato dalla V a 75 gradi e da una potenza massima tra i 615 ed i 630 cavalli.

Questa unità, meno competitiva della precedente, nella sua ultima evoluzione, fornirà ad Ayrton Senna ed alla McLaren i cavalli necessari per salire 5 volte sul gradino più alto del podio durante la stagione 1993, tutto questo dopo aver portato la Jaguar XJR14 sul tetto del mondo nel campionato sportprototipi 1991. Nel 1994, lo Zetec-R montato sulla monoposto Benetton B194 motorizzara Ford consentirà ad un giovane Michael Schumacher la conquista del campionato del mondo piloti. Sono gli ultimi risultati importanti prima di un periodo di buio, protrattosi anche oltre il 1998 quando Cosworth, acquisita inizialmente da Volkswagen, verrà scorporata. Da questa operazione emergeranno una divisione racing, inglobata in Ford Motor Company, ed una divisione powertrain. Il business delle corse proseguirà quindi grazie alla Casa dell’ovale blu, e vedrà protagonista il neonato progetto Jaguar F.1 insieme alla fornitura di propulsori per il campionato CART ed alla attività di consulenza nel settore delle Stock Car made in USA. In F.1 la competitività del Giaguaro risulterà praticamente inesistente portando Cosworth a divenire la motorizzazione di team assolutamente non competitivi in quelle stagioni come Minardi, Toro Rosso e Red Bull.

Intanto nel 2004 Gerry Forsythe e Kevin Kalkhoven, proprietari della Champ Car World Series (ex CART) acquistano il controllo di Cosworth e diversificano come mai era successo prima il business della storica azienda, inglobando settori come l’Aerospace ed il settore della Difesa. Nel triennio 2007-2009 nessun propulsore della casa inglese calca il palcoscenico piu importante del motorsport, la F.1. Si arriva così al 2008 quando la FIA, nel tentativo di garantire un certo livello di competitività alle scuderie di secondo piano della massima formula, stabilisce come vincitore del bando per la fornitura esclusiva di propulsori della stagione 2010 la stessa Cosworth Racing.

Il ritorno della storica firma nella massima competizione automobilistica è quindi spinto dal desiderio di vincere una battaglia non tanto sportiva quanto economica, assicurandosi contratti “low cost” con le appena nate Lotus, Virgin ed HRT insieme alla Williams. La defezione della squadra di Tony Fernandes prima e della scuderia di Grove poi riducono il numero di clienti alle sole Marussia (ex Virgin) ed HRT per la stagione 2012. La Cosworth, casa da sempre attiva e protagonista negli sport dei motori, ha sviluppato nel tempo un interesse verso il mondo della produzione. Questo principalmente grazie alla collaborazione pluriennale con Ford, la quale ha saputo cogliere nel marchio inglese un potenziale illimitato in termini di attrattiva e performance.

Numerosi sono gli interventi nel mondo della serie per Cosworth, i piu significativi riguardano il propulsore DOHC quattro cilindri in linea per 16 valvole montato sulla Escort primo modello, il 1.8 litri della RS200, le unità FBA ed FBC installate sotto i cofani della Ford Granada e Scorpio Ultima ed infine le auto simbolo della partnership angloamericana, ovvero la Ford Sierra RS ed Escort RS commercializzate nel periodo a cavallo tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio dei ‘90. La prima a mostrarsi al pubblico fu la Sierra, al salone di Francoforte del 1985, in versione due volumi e tre porte. Subito snobbata, diviene poi un cult per l’arroganza delle forme e quel minaccioso alettone posteriore montato sul portellone che le fece assegnare il soprannome di “belva”. L’auto venne prodotta in 5.542 esemplari di cui 500 potenziati e siglati per l’appunto RS500. La Sierra Cosworth è inoltre il primo prodotto del gigante di Detroit a portare sul posteriore la scritta del partner tecnico e preparatore originario di Northampton. Il motore turbo di 2 litri YB basato sul blocco della Pinto erogava in principio 204 CV e poteva variare di colore a seconda della trazione e dei modelli.

Alla 3 porte fu affiancata in seguito la versione 4 porte detta Sapphire nelle versioni a due e quattro ruote motrici. Soprattuto a causa delle deludenti prestazioni nel mondiale Rally di queste versioni potenziate della Sierra, dalla Ford partì l’ordine di progettare una variante Cosworth della più “gentile” Escort, arrivata alla sua quinta edizione, essendo questa una vettura molto più piccola e leggera della sorella maggiore. Il propulsore adottato, sempre appartenente alla categoria YB e derivato dalla Sierra insieme alla trasmissione e al sistema sospensivo, richiese delle importanti modifiche alla carrozzeria riguardanti l’allargamento della stessa, nuovi paraurti anteriori e posteriori, prese d’aria sul cofano, minigonne e la solita imponente ala posteriore. Anche l’unità motrice non mancò di subire cambiamenti nel turbo e nell’intercooler. Totalmente ripensata, la nuova Escort Cosworth risultò decisamente più competitiva sia in Gruppo A che in WRC classificandosi al primo posto in 10 occasioni tra il 1993 ed il 1998.

In conclusione, possiamo ben dire che le vicende targate Cosworth continuano ad appassionare i lettori di tutto il mondo, non certo per il calibro delle vittorie ma per la natura di questo marchio che sembra arrivato fino al giorno d’oggi ancora carico di quella passione e di quella naturale propensione a sperimentare l’estremo nella ricerca e nelle prestazioni che è parte integrante di quel modo genuino di vivere e pensare lo sport, tanto raro in quest’epoca fatta di tecnologie intangibili e senz’anima.