Nata per correre. Potrebbe essere questo lo slogan che si associa alla perfezione al modello BMW M3. Negli anni ottanta Ford (con la Sierra Cosworth RS 500) e Mercedes-Benz (con la 190 E 2.3- 16) dominavano il campionato turismo tedesco DTM e la Casa bavarese, data la sua immagine prettamente sportiva, voleva a tutti costi essere della partita, dopo i grandi successi ottenuti nel passato con la gloriosa 3.0 CSL

Si pensò dunque ad una vettura che avesse come base il 2 litri utilizzato in Formula 2 al quale i tecnici della sezione Motorsport aumentarono la cilindrata e modificarono la testata e la distribuzione introducendo per la prima volta la configurazione a 4 valvole per cilindro. Con queste premesse nacque dunque , alla fine del 1986, la prima serie della M3 derivata dalla Serie 3 E30. Presentata per la precisione al Salone di Francoforte del 1985, la M3 si distingueva dal resto della gamma della Serie 3 non solo per le sue doti motoristiche ma anche per il suo aspetto estetico. La prima M3 poteva contare infatti su di un motore 4 cilindri in linea 16 valvole di 2.302 cc da 195 CV a 6.750 giri/min nella versione catalizzata da 200 CV che le faceva raggiungere una velocità massima di 235 km/h. Le prime consegne avvennero nel 1987 ma già un anno dopo, nel 1988, la M3 subì una decisa rivisitazione meccanica che fece lievitare la sua potenza a 215 CV con una velocità massima che aumento sino al limite dei 240 km/h. Nel 1989 arrivarono ulteriori novità: da una parte il lancio della versione M3 Cabrio (limitata a 783 esemplari), equipaggiata con l’unità da 200 CV delle prime M3, che con i suoi 228 km/h divenne una delle cabriolet di maggior prestazioni in commercio, dall’altra parte l’introduzione per motivi legati alle competizioni della M3 Sport Evolution, equipaggiata da una versione rivista del “normale” 2.3 litri delle M3, che in questo caso raggiunse una cilindrata di 2.467 cc ed una potenza massima di 238 CV a 7.000 giri/min.

Dato che il progetto M3 era nato per contrastare Ford e Mercedes nel DTM, parallelamente alla versione stradale, fu sviluppata anche la versione da pista, per gareggiare in Gruppo A nella categoria Turismo. Le M3 preparate per la categoria Turismo avevano potenze massime comprese tra i 300 ed i 360 CV e nella loro storia si costruirono un palmares sportivo di oltre 1.500 vittorie e oltre 50 titoli internazionali.

La M3 E36

La seconda generazione della M3 nacque nel 1993 e portò con sé diverse novità, sia dal punto di vista tecnico che stilistico. Realizzata sulla base delle Serie 3 E36 Coupé, la nuova M3 si distingueva nettamente nello stile rispetto alla precedente generazione. Molto più sobria, fu proposta inizialmente solo nella versione coupé distinguendosi per i cerchi da 17” dal disegno specifico e per il paraurti anteriore dotato di prese d’aria maggiorate per il raffreddamento dei dischi freno. Le maggiori novità stavano però sotto il cofano: per la prima volta, infatti, su una M3 fu montato il motore S50B30, un 6 cilindri in linea da 2990 cc in grado di erogare 286 CV a 7000 giri/min e di fornire una coppia massima di 320 Nm già a 3600 giri/min. Un’ulteriore novità stava nella distribuzione, sempre a due alberi a camme in testa, che per la prima volta adottava però un variatore di fase a controllo totalmente elettronico, denominato Vanos.

Anche l’autotelaio fu aggiornato attraverso l’adozione di sospensioni irrigidite, di un assetto ulteriormente ribassato e dall’adozione di dischi freno maggiorati in virtù del sensibile aumento di massa della vettura rispetto al modello precedente. Le prestazioni furono addirittura superiori a quanto dichiarato dalla stessa Casa costruttrice: a fronte di una velocità massima dichiarata di 250 km/h (autolimitata elettronicamente), la M3 fece registrare punte velocistiche reali di ben 257 km/h, ed accelerava da 0 a 100 km/h in soli 5”8.

Al Salone di Bruxelles del 1994 fu presentata la M3 Cabriolet, destinata a raccogliere l’eredità della precedente M3 scoperta, irrobustita nel telaio per recuperare la necessaria rigidità torsionale ma più pesante della coupé di circa 80 kg. Alla fine dello stesso anno, fu lanciata poi per la prima volta anche la M3 Berlina dotata della stessa meccanica degli altri due modelli.

Nel 1995, la M3 E36 fu oggetto di un profondo intervento motoristico, consistente principalmente nell’adozione del nuovo motore S50B32, che si differenziava dal precedente S50B30 per la cilindrata, salita ora a 3201 cc. Tale propulsore erogava ben 321 CV facendola divenire così la prima M3 a superare la soglia dei 100 CV/ litro. Nel 1997, la M3 ottenne in opzione la possibilità di avere un cambio sequenziale SMG a 6 rapporti: un tipo di cambio a controllo manuale, ma gestito elettronicamente. Della M3 E36 furono anche realizzate alcune serie, più o meno limitate, con caratteristiche spesso sensibilmente differenti. Nel 1995 fu lanciata la M3 CSL, una versione alleggerita della coupé bavarese, caratterizzata dall’assenza delle dotazioni più lussuose, come i rivestimenti in pelle ed il climatizzatore, che le fece “perdere” ben 110 kg in totale. Sempre nel 1995, fu realizzata una serie di 406 esemplari denominata M3 GT, disponibile solo come coupé, ed accreditata di ben 295 cavalli. Nel 1996 fu realizzata solo per il mercato europeo una serie di 250 esemplari, denominata M3 GT2, o M3 Evo Individual, che montava unicamente il 3.2 litri da 321 CV mentre la serie più ristretta delle M3 E36 fu quella realizzata nel 1994 per il mercato australiano, denominata M3-R e limitata a soli 15 esemplari.

La M3 E46 La M3 E46 fu presentata nel 2000 con il nuovo motore da 3.2 litri di cilindrata, nella configurazione a sei cilindri in linea siglato S54B32, con una potenza di 343 cv a 7.900 giri/min e una coppia di 365 Nm a 4.900 giri/min. Il nuovo motore aveva dunque una potenza specifica pari a circa 107 cavalli/litro raggiunta grazie al variatore di fase di nuova generazione denominato doppio VANOS.

Questo upgrade motoristico le consentì di raggiungere i 250 km/h autolimitati e di accelerare da 0 a 100 km/h in 5.2 secondi. La nuova M3 era dotata di cambio manuale a 6 marce, ma a partire dal 2001, fu dotata del nuovo cambio robotizzato, chiamato SMG II nato dall’esperienza BMW in Formula 1, che permetteva di cambiare rapporto in soli 80 millisecondi.

La M3 E46 era disponibile sia coupé che cabrio mentre non fu prodotta la versione berlina, poiché in tale versione la precedente M3 E36 incontrò uno scarso consenso presso la clientela. Nel marzo 2003 la M3 fu proposta anche nella versione CSL (Coupé Sport Lightweight) che godeva di una diminuzione di peso di 110 kg grazie all’uso di materiali compositi ed di un aumento della potenza fino a 360 CV. Esteticamente la nuova M3 E46 appariva decisamente più vistosa, grazie soprattutto ai parafanghi allargati ed alla bombatura del cofano anteriore, realizzato in alluminio. Caratteristiche di questa serie erano poi le branchie laterali sui parafanghi anteriori, con logo M3.

Le M3 E90/E92/E93

L’ultima arrivata nella famiglia M3, si distinse per soluzioni tecniche e meccaniche all’avanguardia con in primis l’introduzione di un motore 8 cilindri a V, denominato S65B40, in luogo del tradizionale motore a sei cilindri della precedente versione. La cilindrata era di 3.999 cc e sviluppava 420 cv con una coppia di 400 Nm a 3900 giri/min. Tale motore derivava direttamente dal poderoso V10 da 5 litri della M5 E60, al quale erano stati semplicemente tolti due cilindri. Fu inoltre rivisto ed ulteriormente perfezionato il sistema di fasatura variabile “doppio Vanos” già montato sulla precedente M3. La parola d’ordine nella progettazione della M3 E92 fu “leggerezza” e non a caso i tecnici Motorsport riuscirono a realizzare un’unità motrice che nonostante fosse più grossa come volume, risultò più leggera di ben 15 kg rispetto al 6 cilindri da 3.2 litri della M3 E46 grazie al massiccio impiego di alluminio. Per quanto riguarda le prestazioni, ancora una volta, nonostante i 250 km/h dichiarati dalla Casa, la M3 fece segnare un allungo massimo di ben 280 km/h, coprendo l’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4”8 per la versione con cambio manuale a sei marce e 4”6 con il cambio sequenziale doppia frizione DKG. La “cura dimagrante” subita dalla M3 E92 riguardò anche il corpo vettura con l’adozione di un tetto e di un cofano motore in materiale composito come già visto sulla supersportiva M6. Inizialmente la M3 E92 fu lanciata con carrozzeria coupé ma dopo circa un mese, ne fu introdotta la corrispondente versione berlina. Nel gennaio fu presentata la quarta generazione della M3 cabriolet, basata sulla E93, nella quale per la prima volta fu adottato un tetto rigido ripiegabile. Contestualmente al lancio di questa variante, BMW rese disponibile come optional un cambio sequenziale a sette marce con doppia frizione chiamato DKG. Nel frattempo, nel 2010, fu presentata anche la iper sportiva M3 GTS, una versione corsaiola dotata di motore maggiorato a 4.4 litri, potenza di 450 CV e corpo vettura alleggerito di circa 200 Kg. La vettura era dotata di interni estremamente racing che comprendevano anche il roll-bar. La M3 GTS entrò in gamma come erede della CSL (versione apparsa sulla E46 che, come nel caso della GTS era più potente e garantiva prestazioni migliori).

Si arriva poi ai giorni nostri con la nascita della bellissima M4 (il nome M3 è riservato ora solo alla versione 5 porte) che dispone per la prima volta del propulsore turbo che porta la vettura a ben 431 cavalli con ben 550 Nm di coppia (100 in più della precedente M3). Questa però è storia “contemporanea” e pertanto da approfondire in un’altra rubrica. Il mito della M3 continua e continuerà ancora per molto… e gli appassionati del marchio bavarese continueranno a poter sognare ad occhi aperti vedendola passare.